Arsita (TE) – Domenica 28 Luglio 2019da Fonte della Creta al Rifugio Fonte Torricella.

Evento realizzato con il patrocinio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e del Comune di Arsita, in collaborazione con la Commissione medica CAI Abruzzo, Il CAI Abruzzo e le Sezioni CAI di Arsita e di Castelli.


Il Programma

L’evento, completamente gratuito e aperto a tutti, avrà luogo tra le località Fonte della Creta (1.200 metri s.l.m.) ed il Rifugio Fonte Torricella (1.700 metri s.l.m.), nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sul territorio del Comune di Arsita. Di seguito la programmazione:

  • 08.00: Ritrovo presso l’ex camping “Siella” lungo la SP37 Rigopiano-Castelli.
  • 09.00: Inizio dell’escursione in joёlette.
  • 12.00: Arrivo dell’escursione presso il Rifugio Fonte Torricella e sobrio rinfresco.
  • 13.00: Inizio dell’escursione di rientro in joёlette.
  • 15.00: Arrivo dell’escursione in joёlette.

Durante l’escursione saranno presenti guide per illustrare il territorio, la flora e la fauna.

La passeggiata

Il percorso, per i primi tre quarti della sua interezza, si sviluppa su carrarecce e sterrate, attraversando una rigogliosa faggeta. Nel momento in cui si esce dal bosco, all’escursionista si apre un panorama mozzafiato che abbraccia il Mare Adriatico, i monti Sibillini, la Majella, il lago di Penne ed i borghi pedemontani. In fase di rientro, il medesimo sentiero sarà percorso in direzione opposta. Per ulteriori dettagli, si consiglia di visitare il sito www.rifugiofontetorricella.jimdo.com

Prenotazioni

Al fine di gestire al meglio le escursioni in joёlette, alle persone con disabilità interessate a fruirne, è consigliabile comunicare la propria adesione al n. 337.662279 (Osvaldo Di Andrea) oppure al n. 328.2226707 (Peppe Ardente) entro il 26 luglio.

La Storia

Le origini di Arsita risalgono al periodo preromano. Fino agli inizi del secolo era chiamata Bacucco, nome che secondo alcuni significa “castelletto” o “insediamento di capanne di frasche”, mentre secondo altre fonti deriva dalla sua forma ovale, “quasi un bel cucco”, oppure dal Dio Bacco. A partire dal XI secolo, tuttavia, accanto a Bacucco comincia a comparire anche il nome di Arsita, che indica un luogo arso o bruciato. Nel 1273, invece, furono citati Bacuccum e Arsita cum Podio nel Diploma concesso ad Alife da Carlo I D’Angiò, mentre le decime vaticane del 1324 parlano sia di “Bacucco” sia della “ecclesia S. Iohannis de Arsita”. Come si evince dai documenti, i due insediamenti dovevano essere vicini e, forse, complementari: il primo corrispondeva all’incastellamento attuale, mentre il secondo coincideva probabilmente con la cosiddetta “Cima della Rocca” (quota 923) e con la sottostante Chiesa di San Giovanni, che si trova sul “Colle di San Giovanni” ad un’altitudine di 729 m s.l.m. Da visitare del piccolo Castello Bacucco rimangono oggi alcune parti del recinto murario del XII-XIII secolo, rafforzato da torri ad U e da una torre angolare circolare posta nel settore nord. Questo complesso fortificato fu ampliato nella seconda metà del Cinquecento, quando il territorio di Arsita fu incluso nello Stato Farnesiano d’Abruzzo. In seguito, probabilmente nel ‘700, esso fu trasformato in residenza nobiliare, assumendo un aspetto che conserva ancora oggi, nonostante alcune sue parti si trovino in un grave stato di abbandono. All’interno del centro storico è possibile ammirare la Chiesa di S. Vittoria, la cui facciata ottocentesca (mai finita) copre la precedente, che ha il portale ancora in vista. L’interno settecentesco è ad unica navata e presenta edicole laterali con statue (tra cui quella di San Nicola di Bari, patrono di Arsita) ed un quadro ovale che rappresenta S. Vittoria e la Madonna delle Grazie. All’esterno, parzialmente conservata, si erge la cappella gentilizia settecentesca della SS Trinità, con un portale ad ante lignee, le cui formelle raffigurano angeli e mostri marini di ispirazione popolare. Fuori del paese, sulla strada che conduce a Penne, si trova la ormai fatiscente Chiesa cinquecentesca di S. Maria d’Aragona, che presenta evidenti aggiunte moderne sul fronte principale e lesioni strutturali sui lati lunghi. Da questa Chiesa proviene una bella terracotta dipinta abruzzese (ora conservata nella Chiesa Parrocchiale), raffigurante una Madonna con il Bambino in grembo con mani snodabili e corpo mobile, realizzata nel 1531.

Cosa Visitare

Il borgo di Arsita ha un notevole fascino medievale. Il centro storico conserva la memoria del Castello Bacucco, di cui oggi rimangono alcune parti del recinto murario del XII-XIII secolo. Da visitare la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Vittoria e, appena fuori paese, la Chiesa di Santa Maria d’Aragona. Lungo la strada che da Arsita sale a Collemesole, si trova il “Sentiero dei Mulini”, con l’antico mulino ad acqua “Di Francesco” sul fiume Fino. Si segnalano anche la Fonte dei banditi, la Sorgente San Giovanni, la falesia di Arsita, le Gole dell’inferno spaccato e il Nevaio del Gravone.

Si consiglia, infine, di visitare il sito www.gransassolagapark.it per ulteriori dettagli sulla località e per ogni informazione riguardante, nella sua interezza, le bellezze del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.